Aliitalia aereiAlitalia, la compagnia aerea made in Italy, negli ultimi tempi ha senza dubbio saputo come stupire i clienti, dando un annuncio a dir poco spiacevole: chiudere la base di Torino.

Come prevede il nuovo piano di ristrutturazione generale dell’azienda, infatti, lo scalo di Caselle è stato ridimensionato, e sono circa 110 le persone facenti parte del personale di bordo e di terra che si sono trovati a dover scegliere una nuova destinazione e un nuovo aeroporto in cui continuar ad esercitare la loro professione. Hostess, steward, piloti e copiloti: senza nessuna distinzione di grado, tutti questi dipendenti hanno già ricevuto le lettere di avviso, e a malincuore non possono che dire addio a Torino.

Caselle è stato quindi declassato da aeroporto di base a quello di transito, con conseguenze economiche che senz’altro si riverseranno inevitabilmente anche sulla città. Gli aerei che pernottano, infatti, non sono più gestiti dal team permanente, ma da equipaggi in trasferta, i quali soggiornano nella prima capitale d’Italia.

Cosa cambia, invece per i passeggeri? Il prezzo, naturalmente. In seguito a questa mossa le compagnie aeree rivali hanno iniziato a giocare d’azzardo, cercando di appropriarsi di tutti gli ex fedelissimi dell’Alitalia. Si pensi, ad esempio, alla tratta Torino-Bari: sempre molto trafficata, la rotta è uno dei monopoli della Ryanair, con oltre 170mila passeggeri l’anno.

Ma non solo: sono spariti anche i voli per Alghero, Catania, Lamezia, Reggio Calabria e Palermo, in quanto, come affermato dalla stessa compagnia, “sono rotte che perdono”. Restano invece confermati, per il momento, i collegamenti per Roma, Tirana e Napoli.

Mossa, questa, che potrebbe solo essere la prima di quello che si prevede essere un cambiamento radicale dovuto, forse, alle nuove leggi di mercato dettate dal nuovo corso di Alitalia dopo l’accordo con l’araba Etihad.

Si prevede quindi una chiusura del 2014 con il gran botto, dato che si andrà a spaccare in modo netto il nord e il sud Italia, con i tagli ai voli dal Lazio in giù, per un totale di più traffico di passeggeri che supera il mezzo milione all’anno.

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